Un po' di storia
LE FASI DEL PROGETTO CORRICELLI
L'inizio della storia
Nel 2001 un gruppo di amici acquistano il borghetto di Corricelli (Comune di Cantagallo, provincia di Prato) che gli viene venduto dalla Comunità Montana Alta Valle del Bisenzio, in base a una legge della Regione Toscana , la 9 del ‘97, che recita:
Corricelli è situato nella valle Mezzana a 500 metri di altezza, circa a metà strada fra Montecuccoli e il fiume Bisenzio, poco sotto il Borgo di Mezzana, che un tempo era la comunità più importante della Valle. Mappa
Come Mezzana, anche Corricelli è stato abbandonato fra la metà e la fine degli anni ‘60, entrambi erano insediamenti agricoli coltivati a oliveto, vigneto e orto-frutteto.
Solo una casa più a monte, la Torre di Mezzana è rimasta abitata da una famiglia di allevatori che ha praticato negli ultimi venticinque anni il pascolo di capre, pecore e mucche.
La piazza di Mezzana, che gli abitanti chiamavano "aia"
Nasce l'idea dell'ecovillaggio
Nel 2002 il gruppo dei nuovi proprietari di Corricelli incontra un gruppo di persone che condividono l’idea di creare un ecovillaggio e stanno cercando un posto adatto. Nasce così l’associazione Basilico con l’obiettivo della “ricerca e la promozione del benessere psico-fisico, emotivo e spirituale della persona e si propone di progettare insediamenti duraturi, dove condividere la ricerca e la pratica di uno stile di vita ecosostenibile”
Ma quali sono gli aspetti principali di un ecovillaggio?
- valorizzazione delle aree marginali e riantropizzazione dei territori e dei borghi abbandonati
- bassi costi di acquisizione degli immobili e dei terreni e proprietà comune
- valorizzazione sociale con uso di metodi democratici per discutere e prendere decisioni
- valorizzazione delle risorse umane e individuali
- bassi costi di conduzione
- gestione delle risorse in loco per il fabbisogno energetico
- riduzione dei consumi
- diminuzione della dipendenza dal denaro e dal sistema globalizzato
- gestione comune e condivisione delle risorse
- autoproduzione del cibo
- autocostruzione degli edifici
Veduta della Valle Mezzana
Capre al pascolo nel borgo di Mezzana
L'agricoltura sinergica
Nella primavera 2003 viene loro offerta la possibilità di coltivare un orto sinergico nel terreno della vicina Azienda Agricola Biologica “Santo Stefano”.
Nell’estate 2003 i soci di Basilico si ritrovano a Corricelli per cominciare a preparare il loro insediamento. Il programma è: coltivare un orto anche qui e progettare la ristrutturazione delle case.
Ma la situazione è la seguente: la strada che porta a Corricelli da valle è percorribile solo a piedi, con una camminata di 45 minuti in salita, mentre, arrivando da Montecuccoli, si percorre in macchina solo fino alla Torre di Mezzana. Il borghetto è tutto circondato da bosco e da distese di rovi. La casa è un rudere, non ci arriva né l’acqua, né la corrente elettrica e non c’è traccia di servizi igienici. Non si può pensare di viaggiare avanti e indietro tutti i giorni (e da dove, poi? i soci di Basilico provengono da tutta Italia, i più vicini da Firenze). Si decide di sistemarsi con tende, dapprima intorno all’aia, che diventa temporaneamente il cuore dell’accampamento
e si comincia a osservare il territorio: solo lentamente sarà possibile scorgere fra la vegetazione il reticolo di sentierini che attraversano il podere e che un tempo collegavano le terrazze coltivate. Normalmente si dovrebbe “ripulire” dai rovi per vedere com’è fatto il terreno, ma la zona è scoscesa e i rovi visibilmente stanno trattenendo il terreno impedendogli di franare. Si decide quindi di lasciare tutto com’è e di esplorare il luogo armati solo di forbici da potatura, per aprirsi degli stretti passaggi e percorrere i vecchi tracciati che piano piano cominciano a mostrarsi. La strategia immediata è quella dei micro-interventi: pacciamare, cioè ricoprire con materiale organico i sentieri e i passaggi ritrovati che saranno continuamente calpestati, per rallentare il deflusso superficiale della pioggia su quei percorsi; l’uso esclusivo di percorsi prestabiliti per muoversi nel territorio, evitando di calpestare qua e là; il ripristino dei fossetti di scolo della strada per evitare il formarsi di rivoli di scorrimento troppo grandi e impetuosi; il rinforzo dei precari terrazzamenti esistenti tramite la piantumazione di arbusti sui margini esterni e di alberi su quelli interni; il riposo dal pascolo per permettere il riformarsi del novellame arboreo e la copertura erbacea.
Intanto l’orto di Santo Stefano produce bene
e tutto il gruppo si lecca quotidianamente i baffi con le ottime insalate e gli ortaggi freschi.
... E si comincia a trasportare quotidianamente taniche d’acqua per circa 100 litri al giorno con un vecchio fuoristrada, dalla fonte Lupina sopra Terrigoli (circa 12 km da Corriceli). 100 litri al giorno per 25 persone: cominciamo a imparare un uso parsimonioso dell’acqua.
Il passo successivo è sistemare una grande terrazza sottostrada, a monte della casa, per portarci 2 roulottes, dotarci di servizi igienici e cercare l’acqua potabile.
La questione dei servizi viene affrontata costruendo un compost toilette
un gabinetto a secco che funziona compostando i rifiuti organici umani e ritrasformandoli in terra.
Via via che il materiale si accumula si ha l'inizio del processo di compostaggio aerobico che porterà alla produzione di un compost privo di batteri pericolosi.
In ogni fase del processo, fino alla realizzazione del compost questo è contenuto in semplici strutture che impediscono sia il contatto accidentale con persone che l'accesso agli animali. Il materiale è inoltre protetto dalla pioggia, per evitare l'inzuppamento che produrrebbe marciume e percolati.
E viene trovata una fonte di acqua potabile che però è dall’alta parte della valletta di Corricelli e non può essere portata fino alla casa senza l’aiuto di pompe meccaniche: l’insediamento provvisorio deve essere spostato più in basso. Viene individuata un’ampia radura sotto la casa, coperta di rovi per costruirci una palafitta senza pareti. Il tetto sarà costituito da teloni da treno merci dimessi, acquistati a basso costo dalle FFSS.
La palafitta che viene soprannominata “la Basilica”, sarà la cucina, sala da pranzo e sala riunioni. Intanto nasce l’orto, accanto alla “Basilica” e viene costruita una doccia, sempre su palafitta.
Perché una palafitta?
- in questo modo l’intervento sul terreno è minimo, consistendo solo delle buche necessarie per infiggere i pali nel terreno. Non viene usato cemento per bloccare i pali.
Al momento della rimozione della struttura basterà tagliare i pali raso suolo per ripristinare le condizioni precedenti alla costruzione.
- il luogo dove sono situate queste costruzioni provvisorie è terreno agricolo abbandonato il cui suolo va conservato e protetto
Scarico della cucina – lo scarico della cucina viene fatto passare da dei fusti di ghiaia con piante acquatiche che servono normalmente alla fitodepurazione. Pur non essendo una vera e propria fitodepurazione questo filtraggio fa sì che l’acqua di scarico sia priva di particolato quindi si può, in prima istanza controllare l’eventuale cattivo odore, in secondo luogo si può utilizzare per annaffiare l’orto.
L’acqua non impiegata nell’orto si disperde in una macchia di rovi molto fitta, dove non vi è ristagno di acqua perchè la grande estensione delle radici del roveto intercetta l'acqua che via via s'infiltra e, in ogni caso, non si creano ruscellamenti superficiali. In tal modo proprio nel momento di maggior consumo di acqua si suddivide il rilascio in due punti diminuendo il rischio di problemi da eccesso di acqua e si riutilizza l'acqua per l'orto.
In futuro s’intende migliorare il controllo dei flussi di questa acqua di secondo utilizzo (dopo l'esperienza vissuta della siccità del 2003), in vista di un possibile utilizzo agricolo.
La doccia è situata più in alto, e realizzata su paleria di castagno, sfruttando il dislivello esistente. L'acqua che filtra direttamente dal pavimento in legno viene drenata tramite un canale riempito di ghiaia che corre trasversalmente nella parte più in alto dell’orto, adiacente alla doccia.
Proprio sotto la doccia sono state impiantate piante fortemente idrofile perenni come menta, rabarbaro, canna comune e altre stagionali come basilico sedano etc. Non si sono verificati problemi di ristagno o ruscellamento.
L'orto accanto alla "Basilica"
Per gli scarichi dovuti alla cucina e all'igiene personale si è individuato nei saponi e negli oli di cucina i fattori critici di inquinamento e nell'eccessivo flusso di acqua i possibili problemi che la permanenza di persone può creare.
Saponi - Il pericolo risiede essenzialmente nel fatto che confluendo nei corsi d'acqua li arricchisce di sostanze nutritive (fosfati) che provocano l'eccessiva crescita di alghe. Immettono inoltre altre sostanze, enzimi, coloranti etc., la cui azione inquinante è complessa.
Si è pertanto adottato dei saponi la cui biodegradabilità totale ci è garantita sia dalle dichiarazioni dell'azienda produttrice che dalla conoscenza diretta dei metodi di produzione. L'uso di questi saponi è regola tassativa per chiunque usi sia la cucina che la doccia, si tratti dei normali residenti che di eventuali ospiti.
Oli di cucina - Normalmente in cucina non viene fatto uso di oli cotti (soffritti), viene semplice raccogliere a parte l'olio di sporadiche fritture e smaltirlo presso le officine meccaniche che obbligatoriamente smaltiscono gli oli esausti.
In ogni caso il potere depurativo del terreno, o meglio della grande vitalità biologica del terreno, è enormemente maggiore dello scarico in acqua, soprattutto negli strati più superficiali.
…e arriva il primo inverno: il campo di Corricelli è ospitale solo in estate, così una decina di soci decidono di affittare una casa nei pressi di Montecuccoli (lasciando le loro precedenti abitazioni). L’inverno sarà lungo e duro e darà modo al gruppo di cominciare a verificarsi nella convivenza, di confrontare più profondamente le rispettive visioni. Già lo Statuto di "Basilico" prevedeva di adottare il Metodo del Consenso come metodo decisionale, e in questi mesi c’è modo di sperimentarlo.
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IL METODO DEL CONSENSO |
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Definizione: |
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(Bea Briggs) |
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Il consenso è un metodo decisionale che cerca di risolvere i conflitti in forma pacifica e di sviluppare in modo cooperativo decisioni che tutti possano appoggiare. |
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Assunto di base: |
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Ogni persona possiede una parte importante della verità, nessuno ce l’ha tutta intera! |
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Valori: |
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rispetto, fiducia, cooperazione, non-violenza, buona volontà, verità, amore per la diversità, responsabilità condivisa. |
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Affinché il metodo funzioni bene sono necessari 5 elementi di base: |
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1. Volontà di condividere il potere |
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2. Impegno consapevole e informato sul metodo del consenso |
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3. Uno scopo comune |
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4. Un ordine del giorno ben strutturato |
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5. Una facilitazione efficace |
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Consenso non significa unanimità. In caso di unanimità tutti nel gruppo sono d’accordo, tutti sono convinti di aver fatto la scelta migliore in quel momento, tutti sono“vincitori”. |
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Il processo decisionale consensuale ha invece origine da un conflitto: non tutti sono d’accordo ! |
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L’intento è risolvere qualsiasi preoccupazione, dubbio o conflitto rispetto ad una proposta in modo pacifico, così che tutti possano realmente condividere la decisione presa. |
Si cerca lavoro in gruppo, per non disperderci e applicare i nostri metodi anche in altre situazioni, così il lavoro diventa anche occasione di elaborazione e formazione; intanto l’associazione continua a promuovere l’agricoltura sinergica in tutta Italia, attraverso momenti di formazione, a partecipare e a organizzare incontri e convegni a livello nazionale. Nell’estate 2004 viene presa la decisione di cominciare a coltivare in Puglia un altro progetto di ecovillaggio: l’associazione deve portare avanti i suoi scopi statutari e diffondersi il più possibile, ma il gruppo di Corriceli si assottiglia un po’. L’inverno 2005 sarà il primo vissuto a Corricelli da un minuscolo gruppo di coraggiosi abitanti delle roulottes e intanto si progetta la prima costruzione in balle di paglia, dopo un magico incontro con Barbara Jones a Portogruaro.
Primavera e estate 2005 saranno impegnate nella costruzione della casa di paglia...
clicca qui per conoscere le fasi costruttive della casa di paglia
...e nella progettazione in permacultura, grazie alla presenza di Richard Wade, dell’Accademia Spagnola di Permacultura che guiderà un interessantissimo seminario di due settimane a Corricelli nel giugno 2005 sui principi e i metodi della progettazione in Permacultura
Il nostro territorio ha ancora tantissimi segreti per noi, così denso di storie antropiche stratificate che è difficile decifrare, ma cominciamo decisamente a conoscerlo meglio e ad adattarci, grazie anche all’applicazione di un metodo appreso dalla permacultura, inoltre le nuove strutture realizzate permettono il passaggio di visitatori e sostenitori e la permanenza di un numero meno esiguo di soci
E’ il momento di cominciare a pensare più concretamente a un progetto di recupero di tutto il complesso, attività che farà un balzo avanti nella primavera del 2006, grazie all’incontro con l’architetta Maria Luisa Bisognin, segretaria dell’Accademia Italiana di Permacultura. La sintonia sugli obiettivi è totale: conservare rinnovando, cioè mantenere inalterata la fisionomia del borgo, adattandosi però alle mutate condizioni, soprattutto per quanto riguarda l’impoverimento dal punto di vista della biodiversità, della stabilità del territorio, della disponibilità di fonti di energia: situazioni che si presentano ben diverse oggi, rispetto all’epoca di costruzione di Corricelli (1500-1850): oggi non è possibile pensare di riscaldarsi grazie alla presenza delle stalle al piano terra, perché il pascolo ha gia fatto troppi danni nella zona, o di bruciare legna in quantità, perché i boschi circostanti sono già stati anche troppo sfruttati, in questi anni di mancata gestione, dopo l’abbandono. Dobbiamo creare una casa “passiva” dove convogliare il calore solare, attraverso coibentazione, creazione di serre termiche, uso dei pannelli solari, come prescrive l’architettura bioclimatica. Usare le differenti esposizioni per riscaldare e refrigerare, a seconda delle stagioni: quindi impianti minimi per il riscaldamento, nulli per la refrigerazione, che può essere sostituita dall’uso di ombreggianti naturali come pergole e rampicanti. Anche i rifiuti saranno compostati e riciclati e le acque di scarico saranno fitodepurate e riutilizzate per l’irrigazione. Vogliamo creare un sistema a cicli chiusi, imitando la natura e abbattendo i consumi e gli scarti, utilizzando esclusivamente energie rinnovabili e i materiali da costruzione reperibili sul luogo. Per quanto riguarda poi la sistemazione del terreno pensiamo a un recupero delle funzioni preesistenti, favorendone il consolidamento.
La struttura portante (muretti a secco) delle terrazze è distrutta, a causa dell’erosione e del peso degli alberi. Le terrazze vanno piantumate con piante perenni cespugliose per formare siepi sul lato dello sbalzo, e con alberi da frutta sul lato interno. In questo modo si rende stabile il terreno e contemporaneamente si crea un sistema orto-frutteto.
- Relazione descrittiva del progetto per la ristrutturazione di Corricelli
- Sistemazione dell'area esterna
.......la storia continua......
